Welfare di condominio: una risposta flessibile e su misura alle esigenze degli anziani. 

L’abbiamo detto in tante occasioni, ed è uno dei motivi che hanno portato alla nascita di Synesis: il Welfare pubblico, così come siamo stati abituati finora a concepirlo, non ce la fa più, non è più in grado di rispondere alle richieste di una società sempre più “vecchia” e complessa e a far fronte ad una crescente platea di persone anziane, sole e bisognose di assistenza. L’impoverimento generale, la crisi economica, la progressiva riduzione del potere d’acquisto di pensioni sempre più “esili” mettono e metteranno a dura prova in futuro la stessa coesione sociale, a meno di non sperimentare nuove strade e di dare spazio a iniziative coraggiose e originali.

Ci fa piacere quindi segnalare quei tentativi di welfare privato e autogestito che cominciano piano piano a farsi strada: come, per esempio, il cosiddetto welfare di condominio, pensato per gli anziani che sono ancora autonomi, che non hanno malattie tali da richiedere un’assistenza sanitaria specifica, ma che magari presentano lievi disabilità, anche soltanto parziali (fanno fatica a vestirsi, a cucinarsi, a lavarsi), e che non possono permettersi di pagare da soli una badante o la retta di una struttura assistenziale.

Il Co-Housing (già molto diffuso nel resto d’Europa) e la condivisione delle prestazioni (e quindi dei costi) di un professionista dell’assistenza alla persona sono prospettive di “welfare leggero” ormai molto concrete e messe in pratica in diverse regioni italiane, alla ricerca della quadratura del cerchio, economico e sociale: il progetto “badante di condominio” è già attivo in Emilia Romagna e si sta diffondendo anche in Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Puglia e Basilicata, mentre da circa 6 mesi, in Toscana, funziona con successo “Pronto Badante”, di cui abbiamo già parlato.

Roberto Bernabei, presidente di Italia Longeva, osserva che “Uno stato sociale che scricchiola, le esigenze socio-assistenziali degli anziani autonomi o con lievi difficoltà da una parte e le loro condizioni abitative dall’altra ci hanno portato a interrogarci su come migliorare l’assistenza elaborando un’idea di vecchiaia in cui la casa e il condominio possono rappresentare un luogo privilegiato dove misurare soluzioni per un invecchiamento attivo”.

Condominio significa, in certe realtà urbane, anche custodi e portieri che possono contribuire a monitorare in diretta la situazione e fungere da “antenna” del medico di famiglia, per ridurre al minimo i ricoveri impropri. E condividere tra più anziani la stessa abitazione, abbattendo le spese, o affittare, da parte dell’anziano solo, la propria casa a studenti, sono azioni semplici che creano immediatamente, in maniera quasi naturale, una piccola, importante rete di protezione sociale che può alleviare i problemi del singolo e ridurre l’uso delle risorse assistenziali pubbliche, aumentando per contro la qualità della vita dei nostri vecchi.

Fonte: http://goo.gl/SJxTnZ